La fidanzata d'America

Autore: Giusy Cafari Panico

Editore: Castelvecchi

Genere: Narrativa

Numero pagine: 141

Trama

Abruzzo, 1920. In un affresco di un’Italia sofferente, sull’orlo del fascismo, tra miseria, sogni e ideali, il ritorno in paese di un giovane prete che, per una ferita di guerra, ha dovuto abbandonare la sua folgorante carriera e il ruolo privilegiato di confessore della Regina, cambia per sempre il destino della sorella, promessa sposa a un giovane emigrante. Ada si prepara a raggiungere il suo innamorato a Filadelfia, ma quando lui è finalmente in grado di spedirle i soldi per il viaggio, nasce il dilemma. La famiglia osteggia l’unione, gli interrogati vi senza risposte sono troppi. In più il promesso sposo è imparentato con una famiglia di briganti e in America è iscritto ai sindacati e lotta per i diritti dei lavoratori. Ad Ada si prospetta una nuova possibilità. Partire o restare?

Mi manchi tanto, non ci sei. Ti penso sempre e ti cerco nelle nuvole in cielo.

LA FIDANZATA D’AMERICA

Recensione

La fidanzata d’America è un breve racconto che ci trasporta nell’Abruzzo del 1920, periodo post Prima Guerra Mondiale, presentandoci Ada e la sua famiglia.

Ada è la protagonista, una ragazza semplice e innocente, dai solidi ideali, religiosa, che crede nell’amore. Ha una matrigna che gli rende la vita difficile, un padre che non è più lo stesso dalla morte della prima moglie e un fratello prete che tutti ritengono Santo. È innamorata di Bettuccio, un sarto che per realizzarsi decide di partire per l’America, promettendo ad Ada che avrebbe raccolto i soldi per farla partire anche lei così da poterla sposare. Ada vuole partire, vuole essere libera e amata, ma la famiglia cercherà di ostacolarla e impedire il suo matrimonio con Bettuccio, solo perché lui ha parenti briganti e questo porterebbe disonore alla famiglia.

Con questo libro Giusy racconta di un’epoca fatta di pregiudizi e gelosie, dove molte cose erano viste come un peccato per quanto le persone erano aggrappate alla religione.

Le donne non erano libere di essere loro stesse, dovevano onorare la famiglia e custodire la casa. Per i giovani l’America era l’unica via di fuga da un Italia che non offriva nulla. Per avere un’opportunità, diritti e libertà.

In libro è scritto in terza persona, con un linguaggio di un’altra epoca, ma si legge molto velocemente ed ha un ottimo editing. Non mancano vari riferimenti storici dell’epoca. Questo racconto mi ricorda molto le vicende che i miei nonni mi narravano da bambina davanti al camino, mentre ricordavano di quando loro erano giovani e con tanti sogni.

Lo consiglio a chi vuole conoscere questo periodo storico dell’Italia e ama la narrativa.

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