Relazioni interspecie. L’ascesa dei miti. Nuovi squarci nell’universo di H.P. Lovecraft

Autore: Anders Fager

Casa editrice: Hypnos

Genere: Horror

Numero pagine: 240

Saga: Culti svedesi raccolti #2

Trama

Ali abbozzate, o grandi pinne. Un affusolato volto da pesce. Come una folle aguglia. Gambe corte. Braccia lunghe. La schiena curva, sovrastata da una lunga pinna che si prolunga fino alla sommità appiattita del capo. Dagon. Padre Dagon. Il più grande tra quelli che servono colui che è morto, ma che tuttavia sogna. Padre Dagon, detto lo sposo di Madre Hydra. Così si dice nel Pacifico. E nell’Arcipelago di Stoccolma.

«È svedese?»

«È più antica della Svezia» dice Bertholtz. «Più antica di qualsiasi nazione.»

Relazioni interspecie

Recensione

In fondo al mar

In fondo al mar

Con questo ritmo la vita è sempre

Dolce così

Anche il Dagoniano ed il Mi-Go

Sanno suonare con passion

Qui c’è la grinta

Ogni concerto

Un successon

Il Servitore degli Dei esterni suona il flauto

Il Ghoul l’arpa

La Razza Antica il basso

Poi c’è la tromba

Del Cucciolo Oscuro

Voilà, lo Shoggoth è il re del blues

La Farfalla drago con il Byakhee

Al violoncello con il Dhole

All’ocarina e con il Ghast

Vedrai che coro si farà

In fondo al mar

In fondo al mar

Con questa introduzione si parla di “Relazioni interspecie”, il secondo libro della modernizzazione di Anders Fager dell’universo di Lovecraft.

Una raccolta di racconti che riesce a superare il primo libro per bellezza e approfondimento.

Le storie sono molto più affascinanti e si scorge un denominatore comune fra di loro, cosa che non c’era in “Culti svedesi”, e che permette una visione più chiara di questo mondo.

Lo stile narrativo sembra persino essersi sviluppato, i personaggi sono ancora più strutturati e il world building meglio definito. Un viaggio in una Svezia ancora più viva e con elementi che risuonano fra di loro.

I frammenti, che nel libro precedente erano criptici e senza un senso chiaro, ora si collegano alle storie del primo libro indicando personaggi ed eventi che risultano ora reali e collegati fra loro delineando un unico mondo, un mondo bellissimo!

La conoscenza dei racconti di Lovecraft, in questo caso, è di aiuto solo parzialmente perché ci sono racconti che sembrano portare elementi nuovi a questo già noto universo. Questo rende l’opera molto più fruibile, perché permette agli esperti di godersi qualcosa di sconosciuto e ai non avvezzi al solitario di Providence di sperimentare situazioni originali senza avvertire la mancanza di conoscenze pregresse necessarie alla comprensione.

Come nella recensione precedente, cercherò di dare una descrizione della trama dei vari racconti senza fare spoiler.

Quando la morte arrivò a Bodskär

C.O.D Modern warfare – Call of Dagon

Un racconto che inizia in maniera strana e non chiara ma al primo accenno di qualcosa di stranamente familiare ai lettori del solitario di Providence, questi dettagli rendono il racconto affascinante e fa da ottima preparazione per il resto del libro.

Giocare con Liam

Forse è un bene che i bambini di oggi giochino con i videogiochi

Questo è il primo dei racconti a scollegarsi da tutti gli altri e parla di un orrore sopito nelle profondità e di un bambino (scegliete voi cosa vi fa più paura). Questo racconto mi è piaciuto molto ma sembra interrompersi quando si entra veramente nel vivo della narrazione.

Il manufatto di Göring

National Geographic ma in versione horror

Questo racconto urla Lovecraft tutto il tempo, sia per come è narrato e le digressioni sui background dei personaggi, sia per come narrano la storia del villaggio di pescatori, facendo collegare i pezzi al lettore per comprendere meglio cosa si sta incontrando e affrontando.

Tre settimane di felicità

Uuuuh kinky!

Questo racconto è un prurito dietro la testa continuo (chi lo ha letto sorriderà a questa metafora); tutto il tempo si ha la sensazione di sapere dove andrà a parare verso la fine ma Fager stupisce e inquieta con una svolta inaspettata e molto orrorifica che l’ha reso il mio racconto preferito fra i due libri.

Un punto sul Västerbron

Gioca Jouer finito malissimo quando si è detto “saltare”

Secondo racconto che si stacca dal focus centrale degli altri ed è strano per come sembri fuori posto nel gruppo, un mistero narrato dal punto di vista degli inquirenti che non sembra avere una soluzione e nemmeno un senso.

Un libro che ho amato e che mi ha lasciato dentro la voglia di saperne di più. “Tre settimane di felicità” è il mio racconto preferito, un insieme di stranezza e orrore che affascina per tutto il tempo.

Il terzo e ultimo libro uscirà presto e non vedo l’ora di poterlo leggere, per scoprire cosa stia accadendo dietro le quinte di questa Svezia piena di orrori e morte.

Quando la morte arrivò a Bodskär
Giocare con Liam
Il manufatto di Göring
Tre settimane di felicità
Un punto sul Västerbron

Link per l’acquisto: Relazioni interspecie. L’ascesa dei miti. Nuovi squarci nell’universo di H.P. Lovecraft

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