Autore: SenLin Yu
Casa editrice: Rizzoli
Genere: Dark Fantasy
Numero pagine: 1092
AUTOCONCLUSIVO
Trama
Un tempo brillante alchimista, Helena Marino è ora una prigioniera di guerra―intrappolata non solo dai suoi carcerieri, ma anche dalla sua stessa mente. I suoi amici e compagni della Resistenza sono stati brutalmente assassinati, le sue abilità soppresse e il mondo che conosceva è stato ridotto in cenere. Ora, all’indomani della lunga guerra, Helena è nelle mani della nuova classe dirigente di Paladia: potenti famiglie di gilde corrotte e spietati negromanti, artefici della vittoria grazie alla creazione di orrende creature non-morte. Secondo gli archivi della Resistenza, Helena era una guaritrice di scarsa importanza. Ma la sua inspiegabile perdita di memoria nei mesi precedenti la cattura solleva un dubbio inquietante tra i suoi nemici: è davvero così insignificante come sembra, o nei ricordi sepolti della sua mente si nasconde l’ultima, vitale mossa della Resistenza. Per scoprirlo, Helena viene affidata all’Alto Reeve, uno dei negromanti più potenti e temuti del nuovo regime. Intrappolata nella sua tenuta decadente, dovrà lottare per proteggere la verità e conservare ciò che resta di sé. Ma la sua prigione e il suo carceriere celano oscuri segreti… segreti che Helena dovrà svelare a ogni costo.
«L’amore non è così bello o puro come le persone vorrebbero pensare.
ALCHEMISED
A volte contiene oscurità.»
Recensione
Alchemised non è il romanzo che mi aspettavo. Nasce come fanfiction su Draco ed Hermione, ma, al di là di alcuni richiami nei personaggi, ho trovato pochissime somiglianze con la storia originale. È una storia che, secondo me, ha molto potenziale, ma che finisce per essere penalizzata dal suo stesso Worldbuilding.
Nonostante la lunghezza, non penso che il libro avrebbe dovuto essere più corto. Il ritmo mi è sembrato buono e non mi sono mai annoiata, perché quasi ogni elemento della storia ha uno scopo. Ho trovato abbastanza efficace la struttura narrativa: la prima parte crea confusione (anche perché riflette lo stato mentale di Helena, che è prigioniera e ha perso parte dei suoi ricordi), mentre la seconda (più lunga) torna indietro nel tempo e permette di capire gradualmente ciò che è successo. Quando le due parti finalmente si collegano, molti dettagli acquistano un nuovo significato e cambiano completamente la mia percezione della storia. Anche se alcuni collegamenti sono un po’ bruschi, ho trovato questo modo di raccontare la storia interessante e ben costruito.
Il problema è che, a un certo punto, la confusione di Helena sembra riguardare anche cose che non dovrebbe aver dimenticato. In alcuni ambiti è estremamente competente, tanto da essere considerata una delle migliori alchimiste dell’Istituto. Per questo faccio fatica a capire come possa essere così poco chiaro, anche per lei, il funzionamento del sistema magico. Se Helena è davvero un’alchimista così brillante, perché sembra non comprendere le basi della magia del suo stesso mondo? È una contraddizione che mi ha reso difficile accettare il Worldbuilding fantasy.
Secondo me, il sistema magico non ha una logica davvero coerente. La risonanza e la magia elementale sembrano essere le categorie principali, ma poi compaiono anche vivimanzia e negromanzia senza una spiegazione chiara di come si inseriscano nel sistema. Mi chiedo quindi da dove derivino queste forme di magia e come si siano evolute. L’unica spiegazione che riesco a immaginare è che siano state sviluppate separatamente durante l’adattamento di Manacled, senza preoccuparsi troppo di renderle perfettamente coerenti tra loro.
Anche la scelta dei nomi è sembrata inutile e fastidiosa. Non capisco perché cambiare mesi, giorni e termini comuni rendendoli solo leggermente diversi, invece di creare qualcosa di davvero nuovo o lasciare i nomi originali. Secondo me questa scelta aumenta soltanto la confusione e la fatica del lettore, soprattutto in un libro già molto lungo. Mi sembra un modo artificiale di rendere il mondo più originale senza che ci sia una vera ragione narrativa.
Per me, il problema più grave del libro è l’uso della violenza sessuale, che considero del tutto superflua. La spiegazione che viene data in seguito non mi convince, perché presenta diverse incongruenze e sembra arrivare soprattutto per giustificare qualcosa che, secondo me, non era necessario inserire. Mi ha inoltre frustrato il fatto che una parte così grande della storia è dedicata a cercare di spiegare e giustificare ciò che è successo, invece di costruire una trama più coerente.
Helena, nonostante abbia un enorme potenziale, spesso mi è sembrata troppo passiva e poco caratterizzata al di fuori del suo ruolo di alchimista. In alcuni momenti ho fatto fatica a comprendere le sue motivazioni, soprattutto la sua lealtà e il modo in cui accetta determinate situazioni senza reagire. Capisco che il trauma e la perdita dei ricordi influenzino il suo comportamento, ma a volte ho avuto la sensazione che questo venisse usato per giustificare una protagonista che, per gran parte della storia, subisce gli eventi più che determinarli.
Ferron è sicuramente uno dei personaggi che ho trovato più interessanti. È complesso, ambiguo e difficile da inquadrare, e proprio questa imprevedibilità lo rende affascinante. Ho apprezzato soprattutto il modo in cui il suo rapporto con Helena si sviluppa lentamente e attraverso dinamiche molto complicate. Non è un personaggio facilmente giustificabile, ma trovo interessante il fatto che la storia mostra le sue contraddizioni senza renderlo semplicemente “buono” o “cattivo”.
In Alchemised, la sostanza c’è, e in alcuni momenti è persino eccellente: i personaggi, le emozioni e alcuni aspetti della storia funzionano davvero bene. Il problema è tutto ciò che dovrebbe sostenere questa sostanza: il sistema magico, la costruzione del mondo e le spiegazioni che il libro mi chiede di accettare.
Più cerco di analizzarle con attenzione, più mi rendo conto di quanto siano fragili e piene di contraddizioni.
E forse è proprio questo il paradosso di Alchemised: se smetto di fare troppe domande e accetto le regole così come mi vengono presentate, riesco comunque ad apprezzarlo moltissimo. Ma più provo a capire perché tutto funzioni in quel modo, più la struttura mostra le sue crepe.







