Autore: Carlo Spagna

Casa editrice: Iuppiter Edizioni

Genere: narrativa contemporanea

Numero pagine: 164

I dettagli sono le cose che sfuggono al momento e si rivelano poi decisivi in una storia, qualunque storia.
Ché, se tali non fossero, continuerebbero per lo più a sfuggire anche dopo, come ogni fatto estemporaneo.

teresa b.

Trama

Sullo sfondo di una città pervasa da indifferenza, paura e omertà, ove talvolta anche le istituzioni offrono di sé un’immagine ingloriosa, si consuma il dramma di una madre, Teresa Buonocore, colpevole di avere reagito agli abusi sessuali di cui è rimasta vittima sua figlia di nove anni. La sua denuncia all’autorità innesca un’escalation criminale da parte del pedofilo che la porterà alla morte per mano di due killer, balordi come il loro mandante che dal carcere organizza e dà il via a una vera e propria esecuzione. Col suo primo romanzo, in cui rievoca i passaggi della sentenza di cui fu estensore inframmezzandoli con ricordi personali e giudizi critici su una professione, la sua, segnata da luci e ombre, Carlo Spagna fa il suo esordio in un genere che sta a cavallo tra il legal thriller, la cronaca giudiziaria e il poliziesco, senza appartenere a nessuno di essi.

Tra gli addetti ai lavori è risaputo come le ore immediatamente successive alla commissione di un delitto si rivelino spesso decisive per risolvere il caso. Prima che un avvocato, un complice, lo stesso magistrato o un investigatore maldestro, mettendoci mano, confonda tutto l’ambaradan.

Teresa b.

Recensione

Teresa Buonocore era una madre coraggio, una donna che è stata uccisa da due sicari assoldati dall’uomo che aveva denunciato per aver molestato la sua figlia maggiore di soli 9 anni.
Carlo Spagna è il giudice che ha condannato “Eppì”, il mandante dell’omicidio, all’ergastolo e che ha deciso di raccontare la storia di Teresa una volta andato in pensione.

Il libro descrive i vari reati commessi da Eppì (omicidio a 20 anni, produzione illegale di munizioni, detenzione illegale di armi da fuoco, abusi sessuali su minori) prima dell’omicidio di Teresa, spiega come l’indulgenza dei diversi giudici che hanno concesso dopo ogni condanna gli arresti domiciliari, come l’aiuto della moglie, medico di un ospedale di Napoli, che lo ha fatto ricoverare per un mese per una inesistente colica renale e come la “distrazione” di una guardia carceraria gli abbiano permesso di continuare a delinquere fino ad arrivare a commissionare il delitto da dietro le sbarre.
Nel romanzo è raccontato anche il grande lavoro di indagine svolto dall’ispettore Guadagno, grazie al quale ogni movimento di Eppì e dei suoi complici è stato ricostruito, affinché fossero condannati oltre ogni ragionevole dubbio per i vari reati commessi.

Durante la lettura mi sono posta molte domande:
– Con quanta leggerezza ad un uomo con un precedente per omicidio sono stati concessi gli arresti domiciliari sia dopo l’accusa di detenzione illegale di armi che dopo quella di abusi su minore?
– Come può una donna istruita, un medico, una persona che dovrebbe curare gli altri, accettare di sposare un omicida, un uomo che fabbrica munizioni in casa e di proteggerlo dopo un’accusa di abusi sulle amiche delle figlie?
– Come ha potuto una guardia carceraria permettere che lui passasse alla moglie una lettera in cui commissionava l’omicidio della Buonocore?
– Come hanno potuto gli avvocati dell’accusa non impedire con una richiesta formale che lui incontrasse il notaio in carcere e si liberasse di tutti i beni prima della condanna?

Il ricavato della vendita del libro andrà alle figlie di Teresa, per poter dare loro il risarcimento che non hanno mai ricevuto dall’omicida, dato che riuscì a liberarsi dei beni subito prima della condanna.
A suo tempo le bambine furono affidate alla zia a cui, l’attuale presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, allora sindaco di Salerno, fece avere una casa ed un lavoro.

Link per l’acquisto: Teresa B.

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