Morte di un antiquario

Autore: Paolo Regina

Casa Editrice: Sem Libri

Genere: Giallo

Numero pagine: 234

Toccare un’opera d’arte non è come toccare una donna, è molto meglio. La mia eccitazione, quella vera, quella dell’anima ce l’ho con una tela che è stata nelle mani di Leonardo Da Vinci o di Tura, o del Garofalo, se riesco a vedere in controluce una setola del loro pennello rimasta incastrata da secoli in un grumo di colore.

Morte di un antiquario

Trama

Che cosa distingue l’antiquario dal semplice collezionista? Il gusto della ricerca tra le cose dimenticate alla scoperta dell’oggetto unico e magari irripetibile, prezioso. Ma anche la suggestione per il mistero che avvolge gli oggetti perduti e poi ritrovati: da dove vengono, chi li ha posseduti, quanta passione o dolore hanno ‘visto’. Testimoni muti delle vite passate, gli oggetti antichi attraversano il corso del tempo con il loro carico di segreti. Uber Montanari, tra tutti gli antiquari, è il più solitario, il più geloso delle scoperte che ha fatto, il più misterioso. Quando viene ritrovato cadavere nella sua bottega, a Ferrara, in molti si domandano quali tesori siano all’inizio della sua sventura. Gaetano De Nittis è un brillante capitano del Corpo più ‘odiato’ d’Italia: la Guardia di Finanza. È lui a scoprire, durante un’indagine di routine, il corpo di Montanari, l’antiquario dalla personalità ambigua, protetto da esponenti dell’alta borghesia ferrarese con cui aveva rapporti d’affari non sempre limpidi.

C’è una cosa che devi sapere di me, Rosa. Io riesco a sentire il dolore nelle persone, è una frazione di secondo, un’intonazione diversa, un soffermarsi dello sguardo. Un attimo, ma lo sento. Forse perché il dolore ha fatto parte della mia vita…

Morte di un antiquario

Recensione

Da amante del genere giallo, non potevo farmi scappare questa piccola chicca del panorama editoriale italiano. Una storia ambientata a Ferrara (mi è venuta voglia di andare a visitarla), un antiquario solitario, un capitano della Guardia di Finanza e qualche “vecchia opera” sono gli ingredienti di questa storia. I personaggi sono descritti in maniera impeccabile, ciascuno ha il suo passato alle spalle, chi più chi meno, un po’ tormentato. La scrittura è molto scorrevole, il libro, inoltre, è suddiviso in brevissimi capitoli, dettaglio che ho adorato. Anche la storia è strutturata bene, con un finale decisamente inaspettato. Come scritto poco più su, ho apprezzato tantissimo questo libro. La storia è veramente piacevole, i capitoli si leggono facilmente essendo molto brevi. Anche la scelta di determinati personaggi per l’indagine mi è piaciuta tantissimo, per ogni personaggio abbiamo uno sfondo di vita, che ci permette di capirne le emozioni e la motivazione di determinate azioni. Un’altra chicca di questo libro sono le opere descritte, sono andata a ricercare la storia di ogni opera d’arte citata e ho constatato con piacere che effettivamente erano, o sono ancora disperse o comunque sono state trafugate. Ho apprezzato lo studio che l’autore ci ha messo nel descriverle nel libro. Sul finale ho avuto una piacevolissima sorpresa, ormai ero sicura che l’indagine si fosse conclusa correttamente e…ma non vi dico altro. Una lettura molto scorrevole e veloce, perciò la consiglio a tutti gli amanti del giallo che magari non hanno mai letto questo genere scritto da un autore italiano.

Link per acquistare: Morte di un antiquario

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *