Autore: Sofia Mancini

Casa editrice: Self-publishing

Genere: Suspense-age gap, Romance

Numero pagine: 235

Trama

“Scappare dal passato non è mai una scelta logica, mentre ti godi la vita potrebbe arrivare di punto in bianco e trascinarti di nuovo nell’inferno che hai tentato di lasciarti alle spalle, riportando a galla vecchie ferite che credevi fossero cicatrizzate. Rebecka e Joseph non si conoscono, non sanno uno dell’esistenza dell’altro, eppure hanno un passato simile che li accomuna. Rebecka scappa da una realtà orribile, abbandonata in fasce, cresce in un orfanotrofio in cui l’amore e la compassione non sanno cosa significhi. Quando diventa maggiorenne fugge con l’unico ragazzo che la fa sentire amata, peccato che questa sia solo una facciata e finisce nella rete di un manipolatore narcisista capace di distruggere la sua mente e renderla assuefatta da lui. Un giorno, però, prende coraggio e decide di scappare. Joseph è un avvocato di successo, ma ha un passato oscuro. Cresciuto da solo, dopo la morte dei genitori, finisce in un giro poco raccomandabile che gli permette di continuare gli studi. Uscire da certi giri, si sa, non è mai semplice e una volta dentro, lo sei per sempre anche se fai perdere le tue tracce. Valencia non è mai stata così accogliente come nell’ultimo periodo e quando Joseph incontra lo sguardo magnetico di Rebecka, qualcosa cambia. Ma non c’è spazio per i sentimenti quando entrambi hanno un killer in comune che li vuole morti”.

“Il passato resta appiccicato addosso a ciascuno di noi e poco importa quello che fai nel presente o chi sarai nel futuro. Tutti ti ricorderanno solo per gli sbagli, soprattutto quando il destino fa di tutto affinché non ci sia un’inversione di rotta”.

waiting me

Recensione

Premessa: non leggo Romance di solito, tant’è che quando l’autrice mi contattò per leggere il suo romanzo e presentandolo come un “Suspense-age gap”, non avevo idea si trattasse di un branca del genere per cui mi affidai totalmente alla trama e mi aveva incuriosita…

La mia curiosità mi ha tenuta incollata alle pagine per due giorni, l’ho letteralmente consumato, velocemente e voracemente come un foglio di carta appena bruciato. La trama aveva mantenuto le sue promesse e nel complesso mi è piaciuto però l’ho trovato troppo frettoloso e a tratti surreale.

Il linguaggio è diretto, non viene addolcito e non viene reso complesso cercando ed inserendo termini ricercati e/o aulici, la sua semplicità si rivela un punto di forza perché arriva veloce, dove vuole arrivare, e viene compreso da tutti ma, soprattutto, si rivela una lettura che nonostante il mistero e le storie “difficili” dei protagonisti, si presta ad essere una lettura “fresca” e capace di combattere stanchezza e pesantezze quotidiane ma…

Ecco, forse troppo. I temi trattati (violenza, sicari, prostituzione, spaccio…) sono stati gestiti forse con troppa semplicità e picchi di irrealtà che non possono essere concepiti da un romanzo rosa (se una ragazza sviene aprendo la porta di casa sua alla fine di un capitolo, all’inizio dell’altro non può risvegliarsi a casa dell’altra ragazza: come l’ha trasportata? Quanto è durato questo svenimento? Possibile non se ne sia accorta? Ed è solo uno di alcuni esempi che potevo portarvi, ndr.).

Ho apprezzato la scelta dei capitoli dove si alternano i punti di vista però li ho trovati leggermente scollegati; sicuramente una scelta per spiegare la situazione e i lassi temporali in un modo scorrevole e per non appesantire la narrazione però, personalmente, troppo altalenanti. Vi è la presenza di diversi refusi, i quali però non hanno rallentato la mia lettura.

Riguardo la caratterizzazione dei personaggi mi trovo un pò combattuta: da una parte Joseph che penso sia stato ben costruito, dall’altra Rebecka… un’idea ad altissimo potenziale, leggermente trascurata, velocizzata (nella scelta del lasciarsi andare nuovamente ad esempio, ndr.).

Difficile dare una valutazione perché mi è piaciuto e mi ha trattenuta fino alla fine, però ci sono diversi punti da tenere in considerazione.

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