Terrorea: Materia Corporis

Autore: C. Salvoni, M. Cesaris, P. Bertelli, F. Corigliano, M. Santeusanio, F. Santaniello, S. Volpe, R. Pinardi, A. Pilato, A. Lanz, J. Zanin

Casa editrice: Horti di Giano

Genere: Horror

Numero pagine: 206

Trama

Il male può “abitare”, in un modo quasi letterale, in corpi santificati, inaspettati, piccoli e fragili, in fiamme, in punto di morte; può abitare nella parte più misteriosa della macchina umana: nel cervello; può stare nei ricordi di un pazzo, nei giochi di un bambino, nei legami che ci uniscono alle altre persone. Terrorea – Materia Corporis è una sorta di esperimento procedurale che ha ritrovato, nei vari autori, un fattore accomunante dettato, in maniera più o meno esplicita, dalla condensazione della materia corporea. Nasce così questo coacervo di incubi i cui racconti, generati dall’estro di 11 interpreti, è stato pensato e affidato alla cura di un magistrale direttore d’orchestra come Marco Marra, per realizzare un’opera in grado di suscitare una cacofonia emotiva. L’orrore che incontrerete sarà figlio di quell’oscurità che, forse, è la materia di cui sono fatti i corpi dei protagonisti delle storie che vi apprestate a leggere.

In ginocchio, stringeva a sé il legno ruvido, lasciando che piccole schegge gli si conficcassero sulla guancia. «Perdonami, perdonami…» sussurrava, ma non chiedeva perdono per la sua passione segreta. Era lo sforzo estremo di quel legno a prostrarlo nell’anima, la sua colpa che veniva assorbita con grande dolore, ancora una volta. L’orecchio, appoggiato con forza alle nervature, sentiva distintamente il rumore bianco che partiva dai bracci della croce, per poi arrivare all’incrocio, nel cuore di Gesù, e scendere con fatica ad assorbire il suo peccato, grande quanto inevitabile. Dopo un po’, anche il legno si ammorbidiva, cominciava a perdere la sua consistenza per farsi viscoso. Solo allora il prete si ritraeva, il terrore aveva il sopravvento sulla contrizione perché sentiva che il suo corpo si sarebbe potuto fondere con quella sostanza sacra e sapeva di non esserne degno. Il crocifisso tornava subito solido e ritto, con una protuberanza in più sul braccio corto, quello che reggeva il cartiglio e la testa del Signore.
Erano piccoli bitorzoli che si accumulavano sul retro: ormai c’era un grappolo di piccoli ovuli, gonfi di un peccato che non si poteva cancellare, ma solo assorbire e nascondere per evitare un male più grande.

TERROREa

Recensione

Terrorea è la seconda antologia Horror che recensisco, con estremo piacere, in quanto trovo magnifico poter saltare da un racconto o da uno stile all’altro, e ammiro come tutti possano essere legati da un’idea, un concetto base. In questo caso, il filo conduttore degli undici racconti è il “corpo”. Non stiamo parlando di un’antologia body horror, splatter, con storie di cannibali o di zombie. Qui il concetto di “corpo” è molto più sottile, cangiante, un corpo che può essere fisico ma anche psicologico o spirituale ma, soprattutto, un corpo che può essere corrotto. Il corpo si fa ricettacolo del male in ogni sua forma, che sia di un santo, di un’anima buona e insospettabile, un corpo in fin di vita. E poi, vi è la parte più misteriosa della “macchina umana”, il cervello, in cui il male si manifesta nei ricordi, nei pensieri, in uno stato di alterazione incontrollabile.
Gli autori ci accompagnano pagina per pagina in un orrore che si annida nella quotidianità, situazioni che vanno dal verosimile all’assurdo, con un comune sentimento di disagio e oppressione, talvolta inspiegabile, nei personaggi che le vivono.
Gli stili e le atmosfere dei differenti racconti accontentano gli amanti di vari sottogeneri della letteratura horror, dal “weird” al gotico, dalle storie di fantasmi ai thriller psicologici. Un universo di oscurità, magistralmente descritto e narrato da tutti gli autori, che ci invita ad essere esplorato.

Trama
Scrittura
Personaggi

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