Anime. Guida al cinema d’animazione giapponese 1958-1969

Autore: Andrea Baricordi, Massimiliano De Giovanni, Andrea Pietroni, Barbara Rossi

Casa editrice: Kappalab

Genere: Manga e Anime, narrativa, guida nipponica, cinema asiatico

Numero pagine: 264

Trama

L’animazione giapponese è divenuta una delle massime espressioni della cultura pop e dell’immaginario per milioni di persone in tutto il mondo. Ma, prima di essere riconosciuta come uno dei settori industriali del Sol Levante di maggiore importanza nazionale, ha attraversato più di un secolo di cambiamenti, tra false partenze, picchi di successo, periodi di crisi, folgoranti riprese e innovazioni stilistiche. Grazie alla fervente passione e professionalità degli operatori del settore, questo mezzo narrativo ha potuto godere di una costante evoluzione in un variopinto caleidoscopio costituito da migliaia di meravigliosi lungometraggi d’animazione e iconiche serie televisive, in cui si sono formati e affermati grandissimi autori e registi come Osamu Tezuka, Isao Takahata, Osamu Dezaki e perfino un premio Oscar, Hayao Miyazaki. Negli ultimi decenni la mole di produzione di anime (ovvero i cartoni animati giapponesi) è aumentata a dismisura in Giappone e spesso è difficile perfino per un appassionato trovare il bandolo della matassa in questo vasto oceano. Attraverso un sistema di schede presentate in ordine cronologico, complete di dati tecnici, trame, analisi e curiosità, questo volume costituisce un prezioso strumento per chiunque desideri avvicinarsi o approfondire la conoscenza delle opere di animazione realizzate nel Sol Levante. Con un’intervista esclusiva a Isao Takahata (Studio Ghibli).

Il rischio di indigestione è alto!

Anime. Guida al cinema d’animazione giapponese 1958-1969

Recensione

Anime, guida al cinema d’animazione giapponese” è stato pubblicato per la prima volta nel 1991 da Granata Press in Italia e rappresenta la prima guida sugli anime stampata in tutto l’Occidente. Infatti, il volume è stato tradotto in vari Paesi Europei ed è considerato come la bibbia per il mondo dell’animazione e dei manga giapponesi. Inseguito, il libro è stato stampato nuovamente da Kappalab una prima volta nel 2012 e dopo nel 2021 in occasione del trentennale. Questa edizione è stata aggiornata e ampliata maggiormente: le trame sono più sviluppate e ci sono più approfondimenti rispetto alla prima edizione.

Questo volume è una vera e propria enciclopedia con foto d’epoca in bianco e nero che ci racconta, sotto forma di scheda tecnica, tutta l’animazione nipponica dal 1958 fino al 1969. Ogni anime presenta una serie di informazioni: anno di nascita dell’opera, data di messa in onda sia giapponese e sia italiana, autori e trama. Presenta tante e varie notizie succulenti, fondamentali e interessanti per chi è appassionato dalla produzione degli anime. Un esempio che vi voglio lasciare è quello di Jungle Taitei ovvero Kimba il leone bianco (1966): quest’opera ha avuto un grande successo e ha girato tutto il mondo, ma non tutti sanno della polemica nata con la Disney all’inizio degli anni ’90. Nel 1994 uscì Il re leone della Disney e fin dal primo annuncio fece il giro del mondo la convinzione che si sarebbe trattato di un remake di Jungle Taitei, ma la major americana negò ogni riferimento, nonostante le molte similitudini, a partire dal nome del protagonista: Simba. Sia in Kimba che ne Il re leone, un leone viene ucciso lasciando al figlio il compito di ripristinare il regno, dopo un periodo di esilio in cui il giovane aveva rifiutato la responsabilità. In entrambi il nemico giurato è un leone dalla criniera nera e sfigurato ad un occhio, che come aiutanti ha delle iene, mentre il personaggio principale si fa aiutare da un babbuino e un uccello chiacchierone. Nonostante le due opere sono molto simili tra di loro, la Disney ha affermato sempre che “Il Re Leone è completamente diverso da Jungle Taitei ed è un’opera originale Disney”.

Dopo una bellissima prefazione scritta dagli autori, che ci raccontano di come hanno realizzato la guida, si prosegue in ordine cronologico di uscita dei vari anime. Inoltre, ad inizio di ogni capitolo, ci vengono date informazioni riguardanti la cinematografia animata del resto del mondo, di come l’Occidente ha influenzato il Sol Levante e viceversa.

Per quanto riguarda lo stile di scrittura utilizzato dagli autori non è troppo articolato o pesante, la lettura risulta scorrevole e lineare, non vengono usate parole tecniche giapponesi per spiegare le programmazioni. L’unica pecca è il carattere molto piccolo scelto per il testo che rende il tutto molto fitto.

La copertina è rimasta molto simile a quella della prima stampa degli anni ’90, ma il volume è leggermente più piccolo.

In conclusione, ho trovato questa guida molto utile per ampliare le mie conoscenze culturali e ho segnato vari titoli che sicuramente cercherò di vedere. Per chi è appassionato alla produzione degli anime quest’opera è assolutamente consigliata, ma anche per chi ha vissuto in questo periodo storico ed è cresciuto con questi cartoni animati sicuramente apprezzerà il contenuto.

Trama
Scrittura

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