La morte degli dei: Il dito sulla corda

Autore: Franz Palermo

Casa editrice: Self‎

Genere: Urban Fantasy

Numero pagine: 360

Saga: La morte degli dei #1

Trama

Londra. Gabrielle è una studentessa universitaria che tenta di riempire il vuoto esistenziale con tresche scialbe e mezze relazioni. Claud è un barman solitario e riversa nel lavoro tutto l’amore che non può dare a sé stesso.
Si incontrano solo perché qualcuno è pronto a ribaltare la metropoli pur di ucciderli.
Una ragazza, una vecchia e una bambina, al comando di un esercito di creature da incubo, scatenano su di loro una potenza occulta.


Spinti al limite dalla fuga, senza neanche più il fiato per muovere un altro passo, un uomo col mantello nero compare a difenderli. Lui, ultimo guardiano di una casta sacerdotale, li riconosce come incarnazioni di divinità mitologiche.

Siamo al tramonto di un’era e la Guerra Santa è alle porte. Nell’epoca che ha dimenticato gli dèi più misteriosi e brutali, culti antichi quanto il mondo s’inchinano a Gabrielle e a Claud. Tra miracoli da riscoprire e memorie da recuperare, quanto possono restare sé stessi prima che le feroci identità immortali li divorino?

Prudencia gli accarezzò le nocche nel palmo. Aveva una pelle sottilissima, ma il suo tocco era gentile come quello di tutte le nonne. Tanto dolce. «Inverti la Morte, se ne sei capace». Anche la sua voce tremolò. «Io ce l’ho, quel potere, ma non ho il coraggio».

LA morte degli dei

Recensione

Quando mi è stato presentato il libro fra le informazioni c’era “Bestie giganti che lottano fra di loro”, la mia mente è volata subito a una lotta fra kaiju o una battaglia pokémon.

Nel libro non si arriva a quella grandezza delle bestie ma comunque l’idea di creature possenti che si menano resta.

Divinità incarnate che lottano per il dominio in involucri di carne, esseri umani che dedicano la loro vita ad adorarle o a cercare un modo per salvarsi, qualsiasi sia l’esito della guerra santa.

Un libro che rende gli atei dei negazionisti in pratica.

Il primo romanzo di una duologia che mi ha preso velocemente con i suoi avvenimenti continui e dialoghi estremamente realistici, molte delle reazioni dei personaggi sono estremamente credibili, soprattutto perché sembrano tutti sapere tutto e i protagonisti non sanno nulla.

Un espediente narrativo sempre utile, così il lettore può essere informato senza che sia un elenco di informazioni non utili per l’avanzamento della trama e permette di fare teorie nella lettura.
Le divinità messe in campo e le loro belve mostrano anche quanto l’autore ha fatto ricerche sulle loro origini, alcune sono alquanto oscure e particolari, la loro messa in scena e le loro azioni sono in linea su come ci si aspetterebbe che si comportassero nel mondo in cui si trovano.
Le belve poi sono piccole gioie e chicche visto che già solo vederle possono dare idee sulle origini della divinità a cui appartengono e il chi dovrebbe essere.
Lo sapete che adoro mettermi a fare teorie sui plot twist.

Lo stile di scrittura è ottimo e veramente efficace, non si riesce a smettere di leggere e le pagine scorrono che è una meraviglia, non vedo l’ora che esca il seguito!
Leggete “La morte degli Dei” per essere catapultati in un mondo di divinità molto umane e molto strane.

Trama
Scrittura
Personaggi

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